Con circolare del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione prot. n. 4693 dell'11 settembre 2026, a firma del Capo Dipartimento Carmela Palumbo, il Ministero dell'istruzione e del merito ha presentato il Piano formativo sulle Indicazioni nazionali per il curricolo della Scuola dell'infanzia e del Primo ciclo di istruzione, destinato a svolgersi nel corso dell'anno scolastico 2026/2027 a partire dal 16 settembre 2026. Si tratta della misura di accompagnamento all'attuazione delle nuove Indicazioni adottate con D.M. 9 dicembre 2025, n. 221, ed è rivolta ai dirigenti tecnici, ai dirigenti scolastici e al personale docente delle istituzioni scolastiche statali e paritarie dell'infanzia e del primo ciclo. L'ampiezza della platea è il primo dato da registrare: l'inclusione espressa delle scuole paritarie, spesso lasciata implicita nei piani formativi ministeriali, colloca il percorso nel solco dell'articolo 1, comma 4, della legge 10 marzo 2000, n. 62, e apre alle scuole paritarie un canale di aggiornamento che nella prassi resta talvolta precluso di fatto, per ragioni organizzative più che normative.

L'architettura del Piano è bifasica e sequenziale, e la sequenzialità non è un dettaglio descrittivo ma un vincolo di accesso. La fase nazionale è erogata online, in modalità asincrona, sulla piattaforma "Scuola Futura" del PNRR, nell'ambito delle riforme 2.1 e 2.2 della Missione 4, Componente 1, e si articola in due moduli teorici per una durata complessiva di venti ore: un primo modulo generale, comune a tutti i partecipanti, e un successivo modulo specifico differenziato per target, distinto fra dirigenti tecnici e scolastici, docenti dell'infanzia, docenti della primaria e docenti della secondaria di primo grado. L'iscrizione al modulo generale avviene sulla piattaforma previa autenticazione con SPID, CIE o eIDAS, ricercando il percorso ID 442469 denominato "Principi organizzatori delle indicazioni nazionali. Modulo teorico generale" e candidandosi con la consueta procedura, con conferma della candidatura monitorabile nell'area riservata alla sezione "I miei percorsi". I moduli specifici sono reperibili con gli identificativi 442899 per i dirigenti tecnici e scolastici, 442900 per la scuola dell'infanzia, 442903 per la scuola primaria e 442905 per la scuola secondaria di primo grado, e ciascun corsista può visualizzare e candidarsi soltanto al percorso destinato al proprio profilo. Le iscrizioni sono accolte a partire dal 16 settembre 2026 e si chiudono entro le ore 23.59 del 30 novembre 2026.

Il meccanismo di propedeuticità merita attenzione operativa. L'iscrizione e la frequenza del modulo specifico sono consentite esclusivamente dopo il completamento del modulo teorico generale e il conseguimento del relativo attestato; l'attestato, a sua volta, presuppone il completamento integrale del percorso, compreso il questionario di feedback, e non è rilasciato in tempo reale, bensì entro quarantotto ore dalla conclusione. Chi rinviasse l'avvio del modulo generale a ridosso del 30 novembre si troverebbe dunque materialmente impossibilitato a iscriversi al modulo specifico entro lo stesso termine, salvo che il Ministero non chiarisca — la circolare sul punto tace — se la scadenza del 30 novembre riguardi le sole candidature al primo modulo ovvero l'intero percorso. È una ambiguità che conviene risolvere per via prudenziale, programmando il completamento del modulo generale con almeno una settimana di margine, e che i dirigenti faranno bene a segnalare ai collegi in sede di informativa interna.

La fase regionale, successiva e in presenza, è affidata agli Uffici Scolastici Regionali, che la organizzano in collaborazione con le scuole polo e con l'ausilio delle équipe formative territoriali, avvalendosi del supporto tecnico-scientifico della Scuola di alta formazione dell'istruzione. Vi partecipano i dirigenti tecnici, i dirigenti scolastici e i docenti che abbiano completato positivamente il percorso nazionale: il che significa che il modulo online non è un'alternativa al laboratorio, ma il titolo di ammissione allo stesso. I laboratori, condotti da docenti esperti e tutor facilitatori, sono dedicati alla costruzione dei curricoli verticali, alla progettazione di Unità di apprendimento per aree disciplinari, alla sperimentazione di pratiche didattiche innovative e al confronto professionale fra i diversi gradi di scuola, sulla base dei compiti autentici e dei materiali elaborati nel percorso online. Quanto ai contenuti della fase nazionale, la circolare individua come ambiti di approfondimento la verticalità curricolare e la continuità educativa, il nuovo umanesimo e la centralità della persona, l'alleanza educativa scuola-famiglia, l'inclusione multidimensionale, l'educazione linguistica, storico-culturale, geografica, artistica e scientifica, le STEM e la tecnologia critica, il movimento e il benessere.

Il Piano è presentato in un evento nazionale che si tiene a Roma il 16 settembre 2026, dalle ore 9.00 alle 13.00, nella Sala "Aldo Moro" del Ministero, in Viale Trastevere 76/A, in presenza e in diretta streaming sul sito istituzionale, con l'apertura del Ministro Giuseppe Valditara, gli interventi del Capo Dipartimento Carmela Palumbo, della Direttrice generale per gli ordinamenti scolastici Antonella Tozza e della Direttrice generale della SAFI Antonietta D'Amato, e con gli approfondimenti affidati a Loredana Perla, coordinatrice del Piano di formazione e accompagnamento, ad Adolfo Scotto di Luzio sul ruolo formativo delle discipline umanistiche e a Vincenzo Vespri sul ruolo formativo delle discipline scientifiche fra umanesimo e tecnologie.

Sul piano giuridico, due precisazioni si impongono, perché la comunicazione ministeriale si presta a letture opposte e ugualmente errate. La prima riguarda la natura della partecipazione: la circolare non dispone alcun obbligo di frequenza, ma si limita ad auspicare una tempestiva e capillare diffusione dell'informativa all'interno delle comunità scolastiche per garantire la più estesa partecipazione possibile del personale destinatario. Il Piano si colloca dunque nell'alveo della formazione in servizio di cui all'articolo 1, comma 124, della legge 13 luglio 2015, n. 107 e delle disposizioni contrattuali sull'aggiornamento professionale, e non introduce un dovere individuale di frequenza azionabile in sede disciplinare; il dirigente scolastico non ha titolo per imporre l'iscrizione ai singoli docenti, così come, specularmente, non ha titolo per ostacolarla. La seconda precisazione riguarda il rapporto fra il Piano e l'obbligo di adeguamento dei curricoli: la formazione accompagna l'attuazione delle Indicazioni adottate con il D.M. 221/2025, ma non la sostituisce né la sospende. L'onere di rivedere il curricolo di istituto in coerenza con il nuovo quadro grava sul Collegio dei docenti in forza dell'articolo 4 del d.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, e resta tale a prescindere dal numero di docenti che abbiano completato i moduli online: sostenere in sede di eventuale contenzioso che l'adeguamento sia stato differito in attesa della formazione ministeriale sarebbe una difesa priva di fondamento normativo.

Resta da dire dell'aspetto più concreto. La partecipazione alla fase regionale in presenza comporta, per i docenti, la questione dell'esonero dal servizio secondo la disciplina contrattuale sulla fruizione del diritto alla formazione, e per le scuole quella della copertura delle ore: la circolare non affronta il tema, che sarà presumibilmente rimesso alle articolazioni organizzative dei singoli Uffici Scolastici Regionali. È un profilo che conviene monitorare al momento della programmazione dei laboratori territoriali, perché è lì — e non nella fase asincrona online, che ciascuno svolge nei tempi che ritiene — che il Piano incontrerà i vincoli reali dell'organizzazione scolastica.

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