Con decreto del Capo del Dipartimento per l'informazione e l'editoria del 10 settembre 2026 è stato emanato il bando per l'anno scolastico 2026/2027 relativo all'assegnazione del contributo previsto dall'articolo 1, comma 389, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, nel testo sostituito dall'articolo 1, comma 320, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, a favore delle istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado che acquistino uno o più abbonamenti a giornali quotidiani, periodici, riviste scientifiche e di settore, anche in formato digitale. Si tratta della terza edizione della misura nell'assetto riformato dalla legge di bilancio per il 2024, che ha reso strutturale, a decorrere dall'anno scolastico 2024/2025, un beneficio in precedenza episodico, ancorandolo a un procedimento a istanza di parte diretta al Dipartimento e a criteri fissati con il D.P.C.M. adottato di concerto con il Ministro dell'istruzione e del merito in data 24 luglio 2024, registrato alla Corte dei conti il 12 agosto 2024 al n. 2203.
La dotazione finanziaria è determinata a monte dal D.P.C.M. del 5 agosto 2026, registrato alla Corte dei conti il 24 agosto 2026 al n. 2384, con il quale, in sede di riparto del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, è stata destinata alla misura la somma di euro 2.000.000,00. È un dato che conviene tenere presente fin dall'inizio, perché condiziona l'effettiva consistenza del beneficio: l'articolo 5 del bando riconosce sì a ciascuna istituzione scolastica richiedente e in possesso dei requisiti il rimborso nella percentuale di legge del novanta per cento della spesa ammissibile, ma fa salva, al comma 3, l'ipotesi di insufficienza delle risorse disponibili rispetto alle istanze ammesse, nella quale si procede al riparto proporzionale fra tutti i soggetti aventi diritto. Considerata l'ampiezza della platea potenziale — l'intero universo delle istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado — la prospettiva di una decurtazione proporzionale non è un'eventualità remota, e va rappresentata con onestà agli organi collegiali quando si tratta di deliberare la spesa: il novanta per cento è il tetto normativo, non una garanzia di risultato.
Sul piano oggettivo, sono ammesse al contributo le spese sostenute nel periodo compreso fra il 1° settembre 2026 e il 26 febbraio 2027 per l'acquisto di uno o più abbonamenti, anche riferiti alla medesima testata, a quotidiani, periodici e riviste scientifiche e di settore, in edizione cartacea ovvero in formato digitale. Il bando richiede che le testate siano registrate presso il competente Tribunale ai sensi dell'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, ovvero iscritte al Registro degli operatori di comunicazione di cui all'articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5), della legge 31 luglio 1997, n. 249, e che siano dotate della figura del direttore responsabile. È una verifica preliminare che conviene svolgere prima dell'ordine e non dopo, consultando l'elenco pubblico dell'AGCOM: l'assenza dell'iscrizione o del direttore responsabile rende la spesa inammissibile a prescindere da ogni valutazione sul pregio didattico del prodotto.
Il secondo requisito, di natura endoprocedimentale ma decisivo, è la delibera del Collegio dei docenti che riconosca i prodotti editoriali acquistati come utili ai fini didattici. Il bando vi insiste due volte: una prima in positivo, all'articolo 2, comma 2, laddove ammette al beneficio le sole spese relative a prodotti così deliberati; una seconda in negativo, all'articolo 3, comma 1, lettera a), che colloca fra le spese escluse proprio l'acquisto di abbonamenti non deliberati dal Collegio. Per le scuole dell'infanzia è richiesto un quid ulteriore, e cioè che i prodotti abbiano contenuto adeguato alla fascia di età degli alunni e alle finalità didattiche proprie di quel segmento. Le spese sono poi sottoposte alla verifica del Revisore dei conti della scuola. Sul piano contabile, infine, rilevano le sole fatture emesse nell'arco temporale 1° settembre 2026 – 26 febbraio 2027 e pagate entro la data di presentazione della domanda: il doppio ancoraggio, all'emissione e al pagamento, impone una programmazione dei flussi che non lasci pendenze al momento dell'istanza.
L'articolo 3 completa il quadro elencando ciò che resta fuori: l'acquisto di libri, i servizi di "prestito digitale" di prodotti editoriali, i prodotti editoriali con finalità diversa da quella didattica — e il bando cita in via esemplificativa quelli strumentali all'attività amministrativo-gestionale e di segreteria — nonché gli strumenti informatici di gestione della classe, quali applicazioni e servizi dedicati all'interazione e alla comunicazione fra studenti e con i docenti. L'esclusione della pubblicistica amministrativa e gestionale merita una sottolineatura, perché è l'errore più frequente: il contributo finanzia la lettura in classe, non l'aggiornamento degli uffici.
Quanto ai tempi, le domande possono essere presentate dal 10 dicembre 2026 al 15 marzo 2027, per via telematica, con firma digitale del Dirigente scolastico e indirizzo al Dipartimento per l'informazione e l'editoria, secondo modalità che saranno rese note con successiva comunicazione del Ministero dell'Istruzione e del Merito: la piattaforma, dunque, non è ancora operativa e occorrerà attendere l'avviso ministeriale. L'istanza deve contenere, a pena di esclusione, una dichiarazione attestante gli estremi della delibera del Collegio dei docenti che individua le testate riconosciute utili ai fini didattici, le spese conseguentemente sostenute nel periodo di riferimento, l'elenco dei prodotti editoriali acquistati in edizione cartacea o digitale e i dati dell'anagrafica bancaria, che si declinano diversamente a seconda della natura del richiedente: estremi del conto di tesoreria e codice della competente Tesoreria dello Stato per le scuole statali, IBAN del conto corrente bancario con indicazione del titolare per le paritarie, estremi del conto di tesoreria dell'amministrazione di riferimento per le paritarie facenti capo ad amministrazioni comunali. La clausola di esclusione è espressa e priva di temperamenti: l'incompletezza della dichiarazione non è una irregolarità sanabile per prassi, e va trattata come causa di inammissibilità.
Il procedimento si chiude con la formazione, da parte del Dipartimento, dell'elenco delle istituzioni scolastiche ammesse e del relativo importo spettante a ciascuna, approvato con decreto del Capo del Dipartimento e pubblicato sul sito istituzionale; l'erogazione avviene mediante bonifico sui conti di tesoreria ovvero, per le paritarie, sui conti correnti bancari indicati in domanda. Proprio la pubblicazione dell'elenco costituisce il momento rilevante ai fini di un'eventuale tutela: è da quel provvedimento che decorrono i termini per contestare l'esclusione o la quantificazione del contributo, sicché è opportuno che le scuole ne monitorino l'uscita anziché attendere il riscontro contabile del versamento.
In sintesi, la misura premia chi organizza per tempo la sequenza corretta — verifica della registrazione della testata, delibera del Collegio dei docenti, acquisto, fatturazione e pagamento entro le finestre indicate, verifica del Revisore — e penalizza chi la ricostruisce a posteriori. Considerato che il termine iniziale per la presentazione delle domande cade il 10 dicembre 2026, ma che le spese ammissibili decorrono già dal 1° settembre 2026, il tempo utile per mettere in ordine i presupposti è quello che si sta consumando ora.










