Panoramica sui contributi di Dirigere la Scuola, n. 09/2021 

Maria Rosaria Tosiani presenta un vademecum di promemoria per il Dirigente Scolastico in merito a “Gli adempimenti improcrastinabili di inizio anno scolastico” richiamando il dettato dell’art. 25 del D.L.gs. 165/01 e gli artt. 1 e 2 del CCNL dell’area V che ad esso si riferiscono. Oltre a ricordare gli adempimenti che bisogna curare ad inizio d’anno scolastico, il vademecum tratta degli adempimenti in materia finanziaria e patrimoniale, degli adempimenti in materia di attività negoziale, degli adempimenti fondamentali in materia di sicurezza dando rilievo agli strumenti di programmazione.

A seguire Silvia Renzulli con il suo contributo “Scelta dei collaboratori e costituzione dello staff” si sofferma sugli aspetti normativi che regolano la scelta dei collaboratori e costituzione dello staff e sulla remunerazione che può essere corrisposta a seguito della contrattazione d’istituto.Pasquale Annese si sofferma sul “Piano Scuola Estate” focalizzando l’attenzione sugli strumenti operativi per accelerare le procedure di affidamento di incarichi agli esperti interni ed esterni all’amministrazione. Un contributo ben articolato sui diversi aspetti procedurali da seguire e che soddisfa anche i dubbi che la materia può suscitare.

Ivana Summa, nel suo intervento “Il dirigente scolastico e lo sviluppo di carriera degli insegnanti”, ragiona sull’attuale stato di ambiguità del personale dirigente e docente, cercando una connessione giuridica e logica tra l’una e l’altra figura. Lo spunto nasce dalla lettura del documento elaborato dal Ministro Bianchi per illustrare le Linee Programmatiche del proprio mandato. Seppure vi si colgano direzioni di cambiamento, tuttavia queste appaiono più simili a restauri dell’esistente, messa a norma della nuova determinatasi con la pandemia, che vere e proprie inversioni di tendenza.

Filippo Cancellieri, nel suo contributo, rileva “Le incognite e i dilemmi della ripartenza” affermando che, pur se il nuovo anno scolastico continuerà a dover fare i conti con la pandemia, in ogni caso, sono maturi i tempi per iniziare a progettare la fuoriuscita dalle logiche emergenziali, partendo inevitabilmente da un’analisi retrospettiva delle strategie e degli accomodamenti adottati per fronteggiare il Covid, rifuggendo l’idea di attribuire colpe e responsabilità soggettive.

Michela Lella avvia la propria riflessione all’insegna dell’interrogativo “Mi piacerebbe cominciare questo nuovo anno scolastico ignorando la pandemia. Ripartire da dove eravamo rimasti? consapevole che quel che è stato in questi ultimi due anni non possa essere ignorato e che la ripresa stenterà a decollare, frenata dal Covid e dai suoi effetti, che favoriscono l’attestazione di un clima di perplessità e di diffidenza. Il dirigente scolastico si troverà a dirigere una scuola in condizioni di incertezza, il che dovrà indurre a tenere in considerazione il contesto in cui si opera e il territorio in cui è inserita la scuola, due indicatori necessari per concepire l’andamento che dovrà assumere la ripresa anche nei locali scolatici, ove le persone dovranno abituarsi a riconquistare il proprio status.

Domenico Ciccone propone un’altra lettura di “Dove eravamo rimasti?”, criticamente evidenziando che le estenuanti diatribe sulla scuola a distanza abbiano fatto emergere la sensazione che la scuola pre-pandemia fosse intrisa dalle categorie del Buono, del Bello e del Giusto, mentre la situazione successiva, con DaD e DDI e canale trans-camerale abbia mostrato soltanto limiti e danni, non ultimi quelli di aver determinato i carenti livelli nelle prove INVALSI, dimentichi dei risultati degli anni scorsi, non proprio lusinghieri, determinati esclusivamente dalla scuola in presenza. In realtà, durante la pandemia dei due anni scolastici appena trascorsi, si è dimostrato che la scuola “tradizionale” agognata come contraltare alle complesse attività didattiche erogate on line, è più colma di difetti che di virtù.

Anna Armone presenta “Il responsabile della protezione dei dati in ambito pubblico” illustrando il pertinente Documento di indirizzo allegato al provvedimento del Garante n.186 del 29/04/2021 nel quale si danno molte indicazioni pratiche relativamente alle caratteristiche e alle modalità di scelta del RPD, però lasciando numerosi aspetti a carico dei singoli enti, che devono valutare caso per caso gli elementi di scelta.

Filippo Sturaro nel suo pezzo “Inclusione degli allievi con disabilità” analizza il percorso di formazione obbligatoria per i docenti di sostegno che il ministero ha palesato l’intenzione di voler fare dal prossimo anno scolastico. Porre la scuola “al centro del Paese” significa ridare priorità all’investimento sulla formazione delle nuove generazioni, alle quali viene richiesto di “abitare la complessità”, affrontando sfide inedite e cambiamenti incessanti, giocando la carta di competenze solide e stabili da agire in termini di responsabilità, di solidarietà e di partecipazione alla vita sociale. La valorizzazione delle persone e la centralità del profilo professionale del docente nella sua funzione di guida e di presenza significativa nella vita degli studenti, costituiscono la leva fondamentale per assicurare quel processo di riposizionamento capace di condurre la scuola al centro delle traiettorie e delle visioni di un futuro innovativo.

Stefano Callà tratta de “Il limite all’attività forense del docente”, illustrando il caso di un docente di discipline giuridiche ed economiche, laureato in giurisprudenza ed autorizzato dal Dirigente Scolastico a svolgere attività legale e che, scoprirà il dirigente, ha patrocinato alcune cause in materia di ricorsi avverso le graduatorie provinciali per personale ATA ed altre cause avverso l’amministrazione scolastica. Pur se dagli atti risulta che l’insegnante non aveva mai patrocinato personalmente tali cause, compito assolto da suoi colleghi di studio, il Dirigente Scolastico lo diffida dal cessare completamente entro 15 giorni l’attività di avvocato.

Valentino Donà, per Sportello Assicurativo, ragiona su “Servizi pre-scuola e doposcuola”, rappresentando il caso di un Comune, nel quale è situato l’Istituto, che ha organizzato le attività di pre-scuola e doposcuola affidando il servizio ad una cooperativa, ma prevedendo, nella bozza di accordo di collaborazione che la copertura assicurativa degli studenti sia a carico della scuola: Corretto sottoscrivere tale accordo?

Vittorio Venuti, per la rubrica di Psicologia, riflette su “La relazione educativa nel rapporto insegnante-alunno”, rilevando che nessun apprendimento si può efficacemente realizzare senza una vera e propria relazione ed invitando, in coincidenza dell’avvio del nuovo anno scolastico, le scuole i singoli insegnanti ad interrogarsi sul concetto stesso di relazione per riferirlo all’esperienza scolastica e quindi avviare una riflessione sui ruoli dei protagonisti. Fondamentale appare riconoscere la natura di incontro tra persone, alla cui base l’insegnante pone il riconoscimento adottivo dell’Altro, al fine di fondare il progetto educativo che ci si appresta a co-progettare.

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