Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) è uno strumento della scuola usato per adattare l’insegnamento ai bisogni specifici degli alunni e delle alunne, degli studenti e delle studentesse. Può essere obbligatorio oppure facoltativo, a seconda dei casi.
Quando il PDP è obbligatorio
La legge 8 ottobre 2010, n. 170, Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, richiama le istituzioni scolastiche all’obbligo di garantire «l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere» nonché modalità di verifica e valutazione personalizzate. Per applicare tutto questo, la scuola è tenuta a formalizzare un piano. La Legge apre, in via generale, unulteriore canale di tutela del diritto allo studio, rivolto specificamente agli alunni con DSA, diversoda quello previsto dalla legge 104/1992. Infatti, il tipo di intervento per l’esercizio del diritto allostudio previsto dalla legge si focalizza sulla didattica individualizzata e personalizzata, suglistrumenti compensativi, sulle misure dispensative e su adeguate forme di verifica e valutazione.
Il Decreto 12 luglio 2011 n. 5669, art. 5 - Interventi didattici individualizzati e personalizzatistabilisce che“la scuola garantisce ed esplicita, nei confronti di alunni e studenti con DSA, interventi didattici individualizzati e personalizzati, anche attraverso la redazione di un Piano didattico personalizzato, con l’indicazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative adottate”.Le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di Apprendimento al Punto 3.1 (Documentazione dei percorsi didattici pag.7) ribadiscono che”tale documentazione può acquisire la forma del Piano Didattico Personalizzato.A titolo esemplificativo, vengono pubblicati sul sito del MIUR(http://www.istruzione.it/web/istruzione/dsa) alcuni modelli di Piano Didattico Personalizzato.Nella stessa pagina web dedicata ai DSA, potranno essere consultati ulteriori modelli, selezionatisulla base delle migliori pratiche realizzate dalle scuole o elaborati in sede scientifica.
Inoltre dalla C.M 22 novembre 2013. Prot. n. 2563, Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali. A.S. 2013/2014. Chiarimenti,si evince l’obbligatorietà del Piano didattico personalizzato in presenza di alunni con DSA certificati. Infine una FAQ MIUR, richiamando le norme soprariportate chiarisce che per gli alunni con DSA un documento di programmazione personalizzato (il PDP, appunto) è di fatto obbligatorio; i contenuti minimi sono indicati nelle Linee Guida del 2011, come pure i tempi massimi di definizione (entro il primo trimestre scolastico). La scuola può elaborare un documento di programmazione di questo tipo per tutti gli alunni con Bisogni Educativi Speciali qualora lo ritenga necessario. Per gli alunni con DSA, il Consiglio di classe predispone il Piano Didattico Personalizzato, nelle forme ritenute più idonee e nei tempi che non superino il primo trimestre scolastico, articolato per le discipline coinvolte nel disturbo.
ITER PER LA GESTIONE - CHI FA CHE COSA
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SCUOLA Interventi di identificazione precoce casi sospetti. Attività di recupero didattico mirato. Persistenti difficoltà… Comunicazione della scuola alla famiglia Piano didattico personalizzato(PDP) Provvedimenti compensativi edispensativi – Didattica e valutazione personalizzata |
FAMIGLIA Richiesta di Valutazione
Comunicazione della famiglia alla scuola
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SERVIZI: Iter diagnosticoDiagnosi documento di certificazione diagnostica
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Gli attori
- L’Ufficio scolastico regionale stipula accordi (convenzioni, protocolli, intese) con le associazioni maggiormente rappresentative e con il SSN.
- Il Dirigente scolastico è il garante delle opportunità formative offerte e dei servizi erogati ed è colui che attiva ogni possibile iniziativa affinché il diritto allo studio di tutti e di ciascuno si realizzi.
- Il Referente di Istituto (adeguatamente formato) le cui funzioni sono riferibili all’ambito della sensibilizzazione ed approfondimento delle tematiche, nonché del supporto ai colleghi direttamente coinvolti nell’applicazione didattica delle proposte.
- I Docenti (comunità professionale – Collegio dei docenti e Consigli di classe) devono possedere gli strumenti di conoscenza e competenza, affinché tutti siano corresponsabili del progetto formativo elaborato e realizzato per gli alunni con DSA attraverso il Piano triennale dell’offerta formativa e l’approvazione del Piano annuale inclusione (PAI) elaborato dal gruppo di lavoro inclusione (GLI).
- La Famiglia provvede, di propria iniziativa o su segnalazione del medico competente - di libera scelta o della scuola - a far valutare l’alunno o lo studente secondo le modalità previste dall’Art. 3 della Legge 170/2010 e mette in campo tutta la collaborazione possibile.
- Gli alunni e le alunne, gli studenti e le studentesse, con le necessarie differenziazioni in relazione all’età, sono i primi protagonisti di tutte le azioni che devono essere messe in campo qualora si presenti una situazione di DSA a tutela dei propri diritti.
In conclusione deve essere redatto obbligatoriamente quando l’alunno ha una diagnosi certificata di:dislessia; disortografia; disgrafia; discalculia; comorbilità (presenza di più disturbi)
Quando il PDP è facoltativo (ma fortemente consigliato)
La direttiva 27/12/2012 prevede al punto 1.5 “…la necessità di elaborare un percorso individualizzato e personalizzato per alunni e studenti con bisogni educativi speciali, anche attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato, individuale o anche riferito a tutti i bambini della classe conBES, ma articolato, che serva come strumento di lavoro in itinere per gli insegnanti ed abbia la funzione didocumentare alle famiglie le strategie di intervento programmate”.
È necessario che l’attivazione di un percorso individualizzato e personalizzato per un alunno
con Bisogni Educativi Speciali sia deliberata in Consiglio di classe - ovvero, nelle scuole primarie, da tutti i componenti del team docenti - dando luogo al PDP, firmato dal Dirigente scolastico (o da un docente da questi specificamente delegato), dai docenti e dalla famiglia.
La Nota MIUR 22 novembre 2013. Prot. n. 2563 (Oggetto: Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali. A.S. 2013/2014. Chiarimenti) Recita: ”In ultima analisi, al di là delle distinzioni sopra esposte, nel caso di difficoltà non meglio specificate, soltanto qualora nell’ambito del Consiglio di classe (nelle scuole secondarie) o del team docenti (nelle scuole primarie) si concordi di valutare l’efficacia di strumenti specifici questo potrà comportare l’adozione e quindi la compilazione di un Piano Didattico Personalizzato, con eventuali strumenti compensativi e/o misure dispensative. Non è compito della scuola certificare gli alunni con bisogni educativi speciali, ma individuare quelli per i quali è opportuna e necessaria l’adozione di particolari strategie didattiche. Si ribadisce che, anche in presenza di richieste dei genitori accompagnate da diagnosi che però non hanno dato diritto alla certificazione di disabilità o di DSA1, il Consiglio di classe è autonomo nel decidere se formulare o non formulare un Piano Didattico Personalizzato, avendo cura di verbalizzare le motivazioni della decisione. E’quindi peculiare facoltà dei Consigli di classe o dei team docenti individuare – eventualmente anche sulla base di criteri generali stabiliti dal Collegio dei docenti – casi specifici per i quali sia utile attivare percorsi di studio individualizzati e personalizzati, formalizzati nel Piano Didattico Personalizzato, la cui validità rimane comunque circoscritta all’anno scolastico di riferimento”.In particolare, per quanto concerne gli alunni con cittadinanza non italiana, è stato già chiarito nella C.M. n. 8/2013 che essi necessitano anzitutto di interventi didattici relativiall’apprendimento della lingua e solo in via eccezionale della formalizzazione tramite un Piano Didattico Personalizzato. “Il Piano Didattico Personalizzato va quindi inteso come uno strumento in più per curvare la metodologia alle esigenze dell’alunno, o meglio alla sua persona, rimettendo alla esclusiva discrezionalità dei docenti la decisione in ordine alle scelte didattiche, ai percorsi da seguire ed alle modalità di valutazione”.
Anche in presenza di richieste dei genitori accompagnate da diagnosi cheperò non hanno dato diritto alla certificazione di disabilità o di DSA1, il Consiglio di classe è autonomo nel decidere se formulare o non formulare un Piano Didattico Personalizzato, avendo cura di verbalizzare le motivazioni della decisione. E’quindi peculiare facoltà dei Consigli di classe o dei team docenti individuare –eventualmente anche sulla base di criteri generali stabiliti dal Collegio dei docenti – casi specificiper i quali sia utile attivare percorsi di studio individualizzati e personalizzati, formalizzati nel Piano Didattico Personalizzato, la cui validità rimane comunque circoscritta all’anno scolastico di riferimento.
In definitiva il PDP può essere redatto dal Consiglio di classe quando l’alunno presenta Bisogni Educativi Speciali senza certificazione DSA. Esempi:Difficoltà di apprendimento non certificate; Svantaggio socio-economico o culturale; Alunni stranieri (con difficoltà linguistiche); Situazioni temporanee (malattia, disagio emotivo, ecc.). In questi casi:Non è obbligatorio per legge, ma la scuola può decidere di adottarlo (Consiglio di classe o team docenti primaria) per garantire il successo formativo di cui all’art. 1 c. 2 del D.P.R. 08/03/1999, n. 275, Regolamento sull’autonomia.
Nota 1 “Per “certificazione” si intende undocumento, con valore legale, che attesta il diritto dell’interessato ad avvalersi delle misure previste da precisedisposizioni di legge – dalla Legge 104/92 (disabilità) o dalla Legge 170/2010 - le cui procedure dirilascio ed i conseguenti diritti che ne derivano sono disciplinati dalle suddette leggi e dalla normativa di riferimento.
Per “diagnosi” si intende invece un giudizio clinico, attestante la presenza di una patologia o di un disturbo, che puòessere rilasciato da un medico, da uno psicologo o comunque da uno specialista iscritto negli albi delle professionisanitarie. Pertanto, le strutture pubbliche ( e quelle accreditate nel caso della Legge 170), rilasciano “certificazioni” peralunni con disabilità e con DSA. Per disturbi ed altre patologie non certificabili (disturbi del linguaggio, ritardo maturativo, ecc.), ma che hanno un fondamento clinico, si parla di “diagnosi” (Nota MIUR 22/11/2013, n. 2563). X








